La mafia

17.05.2013 08:26

 

 

La mafia è un cancro che impedisce alla società di crescere. In tv e sui giornali ne sentiamo così spesso parlare che quasi ci siamo abituati a convivere con essa, ad accettarla come un male indelebile. Ma è un errore enorme. Basta andare all’estero per rendersi conto che l’Italia è conosciuta per i suoi monumenti, per il suo cibo e per la mafia. Ci deridono, aprono ristoranti col nome “Mafia Italia” o cose del genere, perchè credono che gli italiani siano tutti mafiosi. E noi non facciamo nulla per liberarci di questo fango, mentre la mafia (nella nostra zona è la ‘ndrangheta, ma è lo stesso) si radica silenziosamente. A Milano c’è un pool che cerca di combatterla, ma non potrà mai vincerla finchè noi non capiamo che la mafia è un cancro, che rallenta lo sviluppo, fa perdere posti di lavoro, impoverisce. Non è vero che la mafia porta ricchezza perchè gestisce enormi flussi di denaro. No, la mafia sa che per sopravvivere deve mantenere la gente ignorante e povera. Basta guardare la Calabria: è povera sebbene la ‘ndrangheta gestisca il business della cocaina in tutta Europa. E chi si fa di coca è suo complice.

Noi su queste pagine più volte abbiamo scritto dei blitz anti ‘ndrangheta, anche questa settimana lo facciamo. Diamo anche voce agli arrestati e ai loro avvocati, sia chiaro, perchè non è detto che un arrestato sia colpevole fino alla sentenza definitiva e non è giusto censurarlo. Però sia ancor più chiaro: la mafia è un cancro che ci umilia agli occhi del mondo; finchè tutti non capiamo che il business va fatto con le regole e non con la prepotenza, resteremo un Paese arretrato, un Paese malato.

Piero Uboldi