Gli evasori, i precari e la nostra Italia

01.06.2013 10:09

 

In Italia i due principali problemi economici sono l’evasione fiscale e il lavoro precario. Il governo Monti ha tentato di combatterli con interventi pesanti e il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: rallentamento dell’economia ed esplosione della disoccupazione giovanile. Monti ha introdotto una stretta sull’uso del denaro contante, per costringere gli evasori a versare i soldi in banca ed essere così facilmente scoperti, inoltre ha avviato controlli su chi usa auto di grossa cilindrata, yacht e altri beni di lusso. Risultato: la vendita di beni di lusso è crollata, il mercato dell’auto è stramazzato e l’economia ha frenato bruscamente.

La riforma Fornero ha posto forti vincoli all’uso strumentale del lavoro precario, degli stages prolungati e di altre forme che aggiravano l’assunzione a tempo indeterminato. Risultato: la disoccupazione giovanile è esplosa al punto che ora il governo Letta sta studiando una contro-riforma che aumenti di nuovo la possibilità di usare tali strumenti.

La domanda che ci poniamo, a questo punto, è la seguente: che l’Italia sia un Paese malato di evasione e di precariato lo sappiamo tutti, ma non c’è proprio cura per questi problemi? Non si riesce a combatterli senza causare disastri?

Se la risposta a queste domande è “no”, almeno si cerchi di creare un sistema che dia dignità ai precari, perchè è umiliante per chi ha un lavoro precario da 10 anni scoprire che non può fare un mutuo se non ci sono la mamma o il papà a garantirlo con la propria pensione.

Piero Uboldi

 

 

vai agli altri editoriali