Dateci una linea, quale che sia

30.03.2013 14:39

 

La drammatica vicenda dei due marò italiani, abbandonati per mesi, rimpatriati con l'inganno e poi “riconsegnati” di notte come un pacco compromettente, è solo l'ennesima occasione in cui abbiamo confermato l'inaffidabilità dell'Italia agli occhi del mondo. Un'inaffidabilità che comincia a costarci molto cara, in tutti i settori. Questo modo di comportarci è visto con terrore fuori dai nostri confini, poiché in un mondo sempre più globalizzato, l'incertezza rappresenta il rischio più grande. Un Paese che a un mese delle elezioni non solo non si è dato un Governo, ma non ha nemmeno la più pallida idea di se, come e quando riuscirà a darselo e con quali prospettive, è un problema serio non soltanto per chi ci abita ma anche per tutti quelli che vorrebbero intrattenere rapporti commerciali, industriali, giuridici, diplomatici, cioè tutta quella serie di relazioni che fanno parte del vivere civile e pacifico di uno Stato. L'immagine di noi che stiamo dando da qualche anno con la continua messa in discussione del nostro sistema legislativo, esecutivo e giudiziario, i tre cardini su cui si fonda la nostra democrazia, più che un reale pericolo, per gli “altri” rappresenta soprattutto un grosso fastidio. Il mondo là fuori, si aspetta di vedere dall'Italia una linea, qualunque essa sia, purchè non a zig zag.  

Gabriele Bassani

 

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