Ibrahim ha scelto i melograni

20.07.2013 10:01

Il mio amico Ibrahim è arrivato in Italia 25 anni fa dal Marocco. Era molto giovane allora (siamo coetanei) e, oltre che un estremo bisogno, aveva anche tanta voglia di lavorare. Trovò qui dalle nostre parti tante occasioni per farlo. Fece qualche anno “sotto padrone” come si dice da noi, poi si mise in proprio, aprì la sua bella partita Iva e avviò quella che tecnicamente si definisce la sua “impresa edile”. Al lavoro duro sui cantieri dovette affiancare lo studio della nostra lingua, che oggi parla molto bene anche se ogni tanto ci infila qualche curioso termine milanese o bergamasco che ha appreso dai vecchi “magùtt” incontrati sui ponteggi, parole di cui persino molti giovani “indigeni” oggi ignorano il significato. Ha dovuto pure fare i conti con la nostra leggendaria burocrazia, ha compilato centinaia di moduli e documenti, ha frequentato corsi per ottenere certificati e licenze, ha fatto tutto quel che bisognava fare per cercare di stare nelle regole, cominciando dal pagare le tasse. Si è comprato una casa, ha messo su famiglia, con moglie e tre figli e oggi ha preso una decisione: torna in Marocco a coltivare melograni. La sua famiglia d'origine ha un grosso appezzamento di terreno non lontano da Casablanca e, anche grazie al denaro che ha guadagnato in Italia, ha potuto acquistare macchine agricole e attrezzature che ci ha mostrato con orgoglio nelle foto scattate col suo smartphone, l'ultima volta che ci siamo visti. Ci ha spiegato che il Marocco è cambiato moltissimo in questo quarto di secolo. Anche l'Italia. Per questo Ibrahim ha deciso di tornare a casa.

Gabriele Bassani  

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