La giornata dei doveri

25.01.2013 17:38

 

Noi italiani siamo un popolo che ha ben chiaro che cosa siano i diritti e i doveri. Sì, i diritti nostri e i doveri degli altri. E' un mio diritto trovare poca coda in Posta ed è un dovere dell'impiegato non fermarsi a chiacchierare. Ma l'impiegato pensa: è un mio diritto prendere lo stipendio ed è un dovere dell'utente fare la coda. E' un dovere del vigile fare la multa a chi passa col rosso, ma se la fa a me è un vile perchè non capisce che avevo davvero fretta... Insomma, la colpa è sempre degli altri, i doveri sono sempre degli altri, non ci guardiamo mai dentro, non pensiamo mai che a sbagliare potremmo essere anche noi.

Eppure una società si regge più sui doveri che sui diritti, doveri che dovrebbero essere radicati nel nostro animo ancor prima che imposti dalla legge. Negli Usa è celebre la frase di Kennedy: “Non chiedetevi che cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese”. Sarebbe bello che ogni tanto anche i nostri politici (quelli veri) ce lo dicessero, anziché prometterci sempre e solo diritti.

E allora perchè non provare, almeno per un giorno nella nostra vita, a pensare ai doveri prima che ai diritti? Un giorno solo, tanto per provare, dal mattino alla sera, giusto per vivere una giornata diversa. Giusto per cominciare.

Piero Uboldi

(pubblicato su Il notiziario del 25.1.2013)