Lo Stato che uccide

13.04.2013 10:05

La terribile vicenda dei due coniugi marchigiani che si sono tolti la vita perchè in grosse difficoltà economiche (inducendo poi anche il fratello/cognato a fare lo stesso), pone l'ennesimo inquietante interrogativo sul comportamento dello Stato a difesa dei suoi cittadini. Dalle cronache apprendiamo che, ad assillare la coppia era, tra l'altro, un debito con l'Inps, che rivendicava versamenti contributivi per il lavoro autonomo dell'uomo, che di lavoro però, ormai da un pezzo non ne aveva più. E' un nuovo caso di accanimento di questo nostro Stato che continua a dimostrarsi forte con i deboli e debole con i forti. Da diverso tempo ormai, si ha l'odiosa sensazione che le varie istituzioni costituite a garanzia del rispetto delle regole, si muovano cercando il risultato più facile, piuttosto che il risultato più importante per la comunità. Sembra cioè che non usino lo stesso impegno e la stessa determinazione riservata alla caccia ai debiti di qualche centinaia di euro accumulati da persone oneste per questioni meramente contingenti, anche per inseguire i debiti di qualche milione di euro creati invece scientemente da veri propri farabutti, maestri del malaffare, che hanno saputo sfruttare persino la crisi per arricchirsi indebitamente sulle spalle della collettività. Una sensazione odiosa che sta montando nel Paese e che, in mancanza di segnali decisi in direzione contraria, rischia di sfociare in qualcosa di brutto che non vogliamo augurarci.

Gabriele Bassani  

 

 

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