Un Presidente quasi centenario

26.04.2013 10:04

 

Il Parlamento italiano ha eletto il nuovo Presidente della Repubblica. Per anni si è parlato di rinnovamento della politica, noi stessi abbiamo scritto che il Presidente degli Stati Uniti è un quarantenne, che occorre rinnovare un Paese che si trascina su vecchi schemi e stupide ideologie del passato, che viene superato dal punto di vista economico perfino dal Vietnam. Il Parlamento, eletto da noi due mesi fa, ha interpretato pienamente tale voglia di cambiamento, eleggendo un presidente che ha... 88 anni. Sì, un Presidente che resterà in  carica per sette anni, ossia fino a quando ne avrà 95. Insomma, il rinnovamento che tanto abbiamo blaterato si è concretizzato nell'elezione di un centenario, traguardo che neppure Mao Tse Tung riuscì a raggiungere. Però a noi va bene così, siamo contenti, tutti, o quasi. Perchè? Perchè, in verità, noi dei giovani non ci fidiamo, è questa la velenosa verità. Tanti di noi vedono i giovani come gli arrampicatori che ancora non hanno fatto soldi e successo, e se arrivano al potere vogliono riempirsi le tasche. Meglio, allora, un Presidente centenario, serio, preparato, ammirevole, che certo a quell'età non brama più di arricchirsi. E' stata la scelta giusta? Ai posteri l'ardua sentenza, disse Manzoni due secoli fa. Noi chiniam la testa al Massimo Fattor che volle l'Italia ancora in mano a una classe politica che non sa rinnovarsi. Intanto l'India, la Polonia e il Vietnam ci superano economicamente. Italiani, pur nel rispetto dell'ammirevole Napolitano, cerchiamo qualche giovane di cui aver fiducia, se no da questa melma non ne usciremo mai.
Piero Uboldi