Paderno, spray urticante nell'aria Evacuato il centro commerciale

Si sono vissuti momenti di grande preoccupazione martedì sera nel centro commerciale Brianza. Attorno alle 20, quando la clientela si affrettava a compiere gli ultimi acquisti tra gli scaffali del Carrefour Planet, ignoti hanno spruzzato nell’aria uno spray antiaggressione al peperoncino. La nuvoletta urticante si è presto diffusa negli ambienti e in particolare nel corridoio principale in prossimità delle casse. Personale e clienti presenti in quei momenti hanno iniziato ad avvertire un fastidioso bruciore agli occhi e a tossire ripetutamente. Nel giro di pochi istanti, i medesimi malesseri si sono estesi a macchia d’olio coinvolgendo un gran numero di persone, mentre vigilantes e personale di sicurezza avviavano il piano di evacuazione. Da subito è stato bloccato l’accesso al supermercato ad altre persone e le porte di sicurezza sono state aperte per consentire l’immediata aerazione degli ambienti. I primi lievi malesseri hanno causato un fuggi fuggi generale con clienti che hanno abbandonato i carrelli e si sono diretti all’esterno del supermercato. Nessuna persona ha però riportato malesseri preoccupanti tanto che non è stato necessario richiedere l’intervento dei sanitari e l’emergenza è stata contenuta, tanto che i negozianti della galleria non si sono accorti di nulla. A spruzzare la sostanza urticante molto probabilmente è stato un cliente in prossimità dello scaffale su cui sono riposte in vendita le confezioni di spray antiaggressione. Il protagonista però non è stato rintracciato. L’emergenza è durata poche decine di minuti come lo stesso direttore di Carrefour, Eugenio Marotta, ha confermato all’indomani complimentandosi per la tempestività di intervento da parte della sicurezza. E’ stata una settimana nera quella in via di conclusione per il centro commerciale. Al caso di martedì sera si aggiunge l’invito a riconsegnare in via precauzionale le scatolette di tonno all’oliva di produzione della stessa Carrefour. Si paventa l’ipotesi che possano contenere istamina e che le confezioni contaminate siano in altri punti vendita della catena distributiva non riconducibili alla realtà padernese.

Simone Carcano

 

(Pubblicato il 12.04.2013)