Cori razzisti contro il Palazzolo Nel mirino giocatore di otto anni

Cori razzisti, epiteti volgari, insulti gratuiti. Dalle tribune verso i giocatori. Non è una partita di serie A, ma un’amichevole dell’oratorio. E in campo a calciare il pallone ci sono bambini di appena otto anni. Doveva essere un pomeriggio di festa, ma si è concluso con profonda indignazione e tristezza. Il fatto è avvenuto in un comune della zona, dove lo scorso sabato giocava la Virtus Opm in trasferta da Palazzolo. L’accoglienza data ai giovanissimi ha fatto di certo presagire tutt’altro fine partita.  Dopo l’arrivo della squadra palazzolese sono stati indicati gli spogliatoi non prima di un caloroso benvenuto. Poi, il fischio d’inizio. Già dai primi minuti però dalle tribune, si sono levati chiari segnali di tensione e inspiegabile agitazione. Nel giro di poco inequivocabili frasi razziste sono state urlate all’indirizzo dei bambini che giocavano in campo. Sugli spalti si trovavano tutte persone adulte, principalmente genitori e parenti stretti degli stessi giocatori, mischiati senza distinzione di squadra. A fare la differenza però è stata l’etnia di origine e il colore della pelle di due bambini in gioco per la Virtus Opm. Dopo che per tutta la partita ogni azione dei giovanissimi è stata accompagnata da insulti razziali sugli spalti è scoppiata la bagarre e un acceso diverbio tra i genitori. La cui conclusione dopo il fischio finale sembra solo momentanea, infatti la questione potrebbe continuare con una denuncia collettiva da parte di mamme e papà dell’Opm nei confronti dell’oratorio di quella città. “E’ stato un gesto inspiegabile a cui non sappiamo dare spiegazione – commenta Marco Chiarini, accompagnatore di un giocatore presente durante la partita -, questi episodi devono cessare nei campi di serie A, figuriamoci in quelli dell'oratorio”. Il match si è concluso a favore della Virtus Opm con 6 a 4, anche all’andata la squadra palazzolese ha avuto la meglio con una schiacciante vittoria in cui si è distinto per la sua bravura lo stesso bambino vittima di insulti che per fortuna non si è accorto di nulla.


Simone Carcano

 

(Pubblicato il 19 maggio 2013)